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Blackout

Posted in AleDanno, disagio, luce, manifestazione, monnezza, politica, rabbia, Roma, salute, testamento on 4 giugno 2012 by anzianotto

L’importante è lasciar caricare le puntate. Sempre.

L’una e mezza di una notte buia. Buia perché la luna enorme che fino a poco fa squarciava il nero della mia stanza è sparita, scesa dietro le sagome scure degli alberi, scivolata dietro le forme tonde delle colline. Persino lei è andata a dormire, dopo essersi esibita ancora, dopo così tante volte che persino lei ha smesso di contarle, le notti in cui ci ha illuminato e stregato, e le volte in cui ci ha solo osservato dietro un sipario di nubi. Ma questa notte è buia anche perché è saltata la fottuta luce in tutta la fottuta zona di questa fottuta città. Ma io mi chiedo ma come cazzo si fa nel 2012 a stare senza luce per ore? Sarà proprio perché è il cazzo di duemiladodici di merda, che sarà che i segnali ce ne sono e sempre più spesso e sempre peggiori, però cazzo paranoico si ma non fino a questo punto. Perché io le mie teorie delle cospirazioni me le faccio, che l’anno prossimo qui tocca votare per parecchie cose e quindi tra tentate privatizzazioni, referendum ignorati, soldi che non ci sono da una parte ed enorme necessità di fondi dall’altra, Aledanni impazziti e gente ancora più matta, uno un paio di collegamenti un po’ assurdi li può fare. Oppure penso che qui, dentro ‘sta casa, abbiamo sempre fatto di tutto per non rompere ancora di più i coglioni alla Madre Terra: lampade a basso consumo qui ce ne sono da anni, costante attenzione a non sprecare l’acqua, disperati tentativi di fare raccolta differenziata in una zona dove per “corretto smaltimento rifiuti” s’intende al massimo assumere molte fibre, orti in giardino e pannelli solari per l’acqua. Ma penso che poi, nonostante questo, bastano due geni del male che approfittano della prima giornata veramente calda dell’anno per testare il loro cazzo di condizionatore per far andare in tilt un quartiere. E quest’estate che facciamo? Visto che non abbiamo i soldi per andare in vacanza ci barrichiamo in casa circondati da condizionatori, frigoriferi aperti e ventilatori all’azoto liquido? Ma mettiamo allora che non sia il caso del “gomblotto”, e neppure quello del giambotto. Allora, diciamo che è colpa di un malfunzionamento. Tac. Un colpo di vento più forte e giù un palo, una pozza d’acqua a contatto coi fili o perfino un uccello che si è fritto su un traliccio. Va bene. Ma ci vogliono letteralmente ore per aggiustare ‘sta cosa? Dobbiamo aspettare le telefonate della gente che sbrocca? Che poi alla fine faccio così solo perché tutto ‘st’impiccio non mi permette di avere Internet. Maledettissima mancanza di voglia di avere rapporti umani. Umani. Bleah. Ora come ora non vi sfiorerei nemmeno se diventassi cannibale. [sto per finire la carica. La luce non è ancora tornata, e per quanto mi riguarda potrebbe non tornare mai più. Quando leggerete questo tra centinaia di anni causa giusta estinzione di QUESTA razza umana, sappiate che anche se poco e male, io comunque ci ho provato. Sappiate anche che:

– Berlusconi era veramente un porco pedofilo colluso e rifatto;
– si, Flashforward non ha mai avuto un seguito;
– si, Lost finisce così, ed è bellissimo;
– Barbara D’Urso probabilmente sarà ancora viva. Uccidetela;
– non siamo stati così cattivi, abbiamo fatto anche cose buone: i mercatini vintage, i Centri di Permanenza Temporanea Porta a Porta, ad esempio, sono cose cattive;
– gli hipster, anche se per poco, sono esistiti davvero, e ci credevano sul serio. Credo anche che siano una delle cause della nostra estinzione;
– c’è stato veramente un Presidente statunitense nero e si, al momento è ancora vivo. A meno che non succeda stanotte;
– no davvero. Uccidete Barbara D’Urso;
– se mai leggerai, sappi che mi sei piaciuta fin dal primo giorno, e non sono mai riuscito a dirtelo. Spero che prima che il panico e la follia ed il saccheggio ci separino per sempre tu possa leggere queste poche righe. Sappi che è stato bello condividere ogni singolo momento con te, e che ho sempre sperato di guardarti negli occhi rendendoti partecipe della felicità adolescenziale che mi scorreva nelle vene. Stupido me, e stupide le mie finte inibizioni. Mi mancherai, dolcissima

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