Archivio per giugno, 2012

Sempre Le Stesse Cose

Posted in disagio, manifestazione, noi, politica, rabbia, Roma on 19 giugno 2012 by anzianotto

L’immobilità di questo paese è spaventosa.
La paralisi delle istituzioni è qualcosa di aberrante, un deserto dove continuiamo a vagare senza meta. Si parla di esodati, licenziati, cassaintegrati, lavoratori temporanei. Il gelo che c’è tra il cittadino ed il palazzo è artico, entra nelle ossa del cranio della gente e le blocca.

Guardatevi in giro: siamo un paese che va avanti a cortei, che puntualmente vengono repressi. Si continuano a fare scioperi di poche ore, per poi tornare ligi in fabbrica (sempre che se ne abbia una dove tornare). Si perpetua una crisi che non è più solo economica, ma sociale e culturale.
La gente, quella che già prima se ne sbatteva del prossimo, è sempre più cinica. Quelli che hanno ancora qualche pezzo di cuore sano se lo tengono ben stretto, diventando ancor più cinici dei cinici stessi. Non si fa più caso al prossimo, nemmeno a quello più vicino. Chiudono musei, ospedali, cinema, teatri, scuole. Siamo un popolo preoccupato, a cui è stato tolto il “pre” ed ora può solo occupare quegli stessi teatri che hanno fatto la nostra storia. È il periodo dell’occupare, occupare tutto. Perché non abbiamo nemmeno più il diritto di entrare nei luoghi pubblici da liberi cittadini.

Abbiamo forze dell’ordine a cui viene tolta la carota, ma a cui vengono consegnati bastoni belli pesanti. E come qualunque impiegato, eseguono quello che viene loro impartito: picchiare, reprimere, soffocare. La Val Susa, gli operai, i giovani di fronte a Montecitorio, i cittadini incazzati per il veleno nell’aria. Picchiare, reprimere, soffocare. Non possiamo illuderci di potergli dire “venite dalla parte nostra” e di conseguenza convincerli. Qui non funziona così. Loro devono stanarci, prenderci e zittirci.
Picchiare.
Reprimere.
Soffocare.

La famosa “fine del mese” nemmeno esiste più: i giorni si confondono, i conti continuano a non tornare ed il cittadino altro non può fare che consolarsi col pallone e i tribunali televisivi, con le risse catodiche ed il sudore in fronte che non li ripagherà mai davvero. Rientrare in una casa che ha le fondamenta intrise di quel sudore, e sentirla sempre più stretta per colpa di IMU e bollette e consumi e disguidi, ti fa allontanare sempre più dalle tue radici. Ti fa dimenticare quanto davvero appartieni al tuo paese, alla tua città, di costringe ad infastidirti per colpa di quei vicini che si, rumorosi lo sono sempre stati, ma oggi esagerano. Arrivi ad odiarlo, il posto in cui vivi.
E con lui le persone che ti stanno intorno e che ci vivono come te. Soprattutto se il tuo malessere non viene minimamente considerato.

Ma, come dicevo qualche post fa, possiamo sbatterci la testa quanto vogliamo. Possiamo scendere ancora in piazza, con i nostri cartelli simpatici, possiamo continuare a svagarci al solito posto tutti i weekend. Possiamo continuare a votare, a fare referendum e a chiedere abrogazioni. Possiamo anche trovarci un lavoro, e mettere su famiglia: chi prenderà decisioni sarà sempre qualcun’altro, e queste decisioni non ci riguarderanno mai.

Perché il problema non è chi dice sempre le stesse cose.

Ma noi che (non) ci crediamo.

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Ti Spreco, Non Mollarmi.

Posted in AleDanno, disagio, foto, manifestazione, monnezza, politica, Polverini, rabbia, Regione Lazio, Roma, salute, Totodiscarica on 15 giugno 2012 by anzianotto
Cerco di fartela il più breve possibile, sperando di non annoiarti: sono un ragazzo di 27 anni, abito a Roma e più precisamente a Ponte Galeria, quindi a poche centinaia di metri dalla discarica di Malagrotta, dalla raffineria ed il gassificatori dismesso da quasi due anni (con sessanta lavoratori a piedi).
Sono sicuro tu sia a conoscenza dell’indegna “totodiscarica” che si protrae da quando Malagrotta avrebbe dovuto chiudere (2006, per richiesta della UE), quindi ti risparmio lo strazio che stiamo vivendo. Voglio solo precisare che io, come mio padre e molte altre (non tutte) persone, siamo per il NO alla discarica e per il SI alla raccolta differenziata ed al riciclaggio vero.
Mio padre conduce una battaglia da 35 anni per la zona, ha fatto scioperi della fame ed infinite proteste.
Premesso questo oggi, grazie anche al “ruolo” di disoccupato che ricopro da quasi un anno, ho deciso di seguirlo in Regione, a via della Pisana, per assistere alla discussione ed alla conseguente votazione delle mozioni straordinarie proposte dal PD.

Poi dicono che non sono Social – Banchi Opposizione

Sono entrato alle 10.30 e la discussione è iniziata alle 13, con un’ora di ritardo. 4 ore di discussione dei vari consiglieri e capigruppo, in cui non si è assolutamente parlato del tema all’ordine giorno ma di quanto gli altri abbiano sbagliato ai loro tempi e di quanto i siti scelti non vadano bene. Questo, ovviamente, a schieramenti alternati.
In più la “Presidente” Polverini , durante l’intervento del Presidente Nazionale dei Verdi e capogruppo Angelo Bonelli che si rivolgeva direttamente a lei, dapprima si è alzata dalla sua comodissima poltrona, poi è scesa al centro dell’aula dove si è fermata a chiacchierare con dei consiglieri per poi andarsene. Il tutto sotto gli occhi di almeno 100 cittadini presenti. Questa portata principale è stata accompagnata da gente su Facebook, perennemente con il cellulare e l’iPad tra le mani, giochi sull’iPod e chiacchiere continue. Il tutto durante le discussioni dei “colleghi”. E qui, parliamo sempre di entrambe le parti.

Bonelli parla, la Polverini pure.

Alle 17 il Presidente sostituto dichiara con orgoglio che vista la grande partecipazione alla discussione da parti di tutti, e della grande correttezza della stessa (a parte una breve lite verbale tra il solito Storace e Maruccio, se non ricordo male, comunque IDV se fosse), insomma un quarto d’ora di pausa per tutti. I lavori sarebbero dovuti ricominciare alle 17.15, con immediata votazione.
Dopo quasi tre ore, durante le quali alcuni consiglieri sono rientrati a piccoli gruppi, il Presidente (sempre l’altro, che Renata evidentemente aveva altro di meglio da non fare, si è cominciata a spargere la voce che il voto sarebbe stato rimandato a domani, 13 Giugno.Da notare che in questo caso il voto sarebbe stato segreto.
Niente voto oggi, niente volto domani.
Tutti noi però, chi più impetuosamente chi meno, ci siamo finalmente uniti davvero: mentre i più sono rimasti nella sala detta “Acquario” (il motivo credo sia perché puoi osservare animali che fanno avanti e indietro dimenticandosi tutto ogni 5 secondi), altri di noi sono andati a bloccare le uscite in modo però molto blando, giusto per far capire che saremmo stati disposti ai turni, pur di rimanere lì e farli votare.

Sconfiggo questo mostro.. poi ne sconfiggo un altro.

Proprio mentre tornavo a casa in previsione di questo (erano le 22.30 circa), hanno finalmente fatto uno sforzo che però ha prodotto giusto i soliti contentini:
– un no alle discariche nella Valle Galeria, a Pian dell’Olmo e a Pizzo del Prete (ma rimangono in piedi circa 15 siti papabili, 15 luoghi in cui potrebbero scavare un a buca e riempirla, in modo superficiale come a Malagrotta, di rifiuti non trattai);
– un no all’esportazione dei rifiuti all’estero (in Olanda). In questo modo il dio della monnezza, Manlio Cerroni, potrà continuare tranquillamente a lucrarci sopra.
– un piano di raccolta differenziata inesistente;
Molte persone hanno comunque festeggiato. “Meglio da un’altra parte che da me”.
Persone capitanate da gente che sembrano capi ultras, e che probabilmente se mettessero la loro faccia sui cartelloni, l’anno prossimo, li troveremmo tranquillamente dall’altra parte dell’Acquario. E li pagheremo pure.
Mio padre, io e tantissima altra gente, invece, siamo molto amareggiati. Per noi è un’ennesima sconfitta. Basterebbe prendere i soldi risparmiati nei primi due punti (si parla di centinaia di milioni di euro) ed investirli nel terzo.
E invece no, continuiamo a sprecare e bruciare, e di conseguenza la gente continua ad ammalarsi (ed è sempre di più, credimi), si perpetua lo stupro di paesaggi bellissimi ma sconosciuti e svalutati.
Forse davvero dobbiamo arrivare al limite “Napoli”, e quindi poi superarne tanti, di limiti. In tutti i sensi.
[questa originariamente è una mail che ho inviato a NonLeggerlo che, a dispetto del nome, consiglio vivamente a tutti di leggere. Se dovesse anche solo pubblicare una foto o questa mail, ne sarei più che felice. Al momento, pensiamoci noi.]

Blackout

Posted in AleDanno, disagio, luce, manifestazione, monnezza, politica, rabbia, Roma, salute, testamento on 4 giugno 2012 by anzianotto

L’importante è lasciar caricare le puntate. Sempre.

L’una e mezza di una notte buia. Buia perché la luna enorme che fino a poco fa squarciava il nero della mia stanza è sparita, scesa dietro le sagome scure degli alberi, scivolata dietro le forme tonde delle colline. Persino lei è andata a dormire, dopo essersi esibita ancora, dopo così tante volte che persino lei ha smesso di contarle, le notti in cui ci ha illuminato e stregato, e le volte in cui ci ha solo osservato dietro un sipario di nubi. Ma questa notte è buia anche perché è saltata la fottuta luce in tutta la fottuta zona di questa fottuta città. Ma io mi chiedo ma come cazzo si fa nel 2012 a stare senza luce per ore? Sarà proprio perché è il cazzo di duemiladodici di merda, che sarà che i segnali ce ne sono e sempre più spesso e sempre peggiori, però cazzo paranoico si ma non fino a questo punto. Perché io le mie teorie delle cospirazioni me le faccio, che l’anno prossimo qui tocca votare per parecchie cose e quindi tra tentate privatizzazioni, referendum ignorati, soldi che non ci sono da una parte ed enorme necessità di fondi dall’altra, Aledanni impazziti e gente ancora più matta, uno un paio di collegamenti un po’ assurdi li può fare. Oppure penso che qui, dentro ‘sta casa, abbiamo sempre fatto di tutto per non rompere ancora di più i coglioni alla Madre Terra: lampade a basso consumo qui ce ne sono da anni, costante attenzione a non sprecare l’acqua, disperati tentativi di fare raccolta differenziata in una zona dove per “corretto smaltimento rifiuti” s’intende al massimo assumere molte fibre, orti in giardino e pannelli solari per l’acqua. Ma penso che poi, nonostante questo, bastano due geni del male che approfittano della prima giornata veramente calda dell’anno per testare il loro cazzo di condizionatore per far andare in tilt un quartiere. E quest’estate che facciamo? Visto che non abbiamo i soldi per andare in vacanza ci barrichiamo in casa circondati da condizionatori, frigoriferi aperti e ventilatori all’azoto liquido? Ma mettiamo allora che non sia il caso del “gomblotto”, e neppure quello del giambotto. Allora, diciamo che è colpa di un malfunzionamento. Tac. Un colpo di vento più forte e giù un palo, una pozza d’acqua a contatto coi fili o perfino un uccello che si è fritto su un traliccio. Va bene. Ma ci vogliono letteralmente ore per aggiustare ‘sta cosa? Dobbiamo aspettare le telefonate della gente che sbrocca? Che poi alla fine faccio così solo perché tutto ‘st’impiccio non mi permette di avere Internet. Maledettissima mancanza di voglia di avere rapporti umani. Umani. Bleah. Ora come ora non vi sfiorerei nemmeno se diventassi cannibale. [sto per finire la carica. La luce non è ancora tornata, e per quanto mi riguarda potrebbe non tornare mai più. Quando leggerete questo tra centinaia di anni causa giusta estinzione di QUESTA razza umana, sappiate che anche se poco e male, io comunque ci ho provato. Sappiate anche che:

– Berlusconi era veramente un porco pedofilo colluso e rifatto;
– si, Flashforward non ha mai avuto un seguito;
– si, Lost finisce così, ed è bellissimo;
– Barbara D’Urso probabilmente sarà ancora viva. Uccidetela;
– non siamo stati così cattivi, abbiamo fatto anche cose buone: i mercatini vintage, i Centri di Permanenza Temporanea Porta a Porta, ad esempio, sono cose cattive;
– gli hipster, anche se per poco, sono esistiti davvero, e ci credevano sul serio. Credo anche che siano una delle cause della nostra estinzione;
– c’è stato veramente un Presidente statunitense nero e si, al momento è ancora vivo. A meno che non succeda stanotte;
– no davvero. Uccidete Barbara D’Urso;
– se mai leggerai, sappi che mi sei piaciuta fin dal primo giorno, e non sono mai riuscito a dirtelo. Spero che prima che il panico e la follia ed il saccheggio ci separino per sempre tu possa leggere queste poche righe. Sappi che è stato bello condividere ogni singolo momento con te, e che ho sempre sperato di guardarti negli occhi rendendoti partecipe della felicità adolescenziale che mi scorreva nelle vene. Stupido me, e stupide le mie finte inibizioni. Mi mancherai, dolcissima