2500

Duemilacinquecento battute. Ogni tasto mi avvicina alla fine, così come ogni passo che facciamo ci avvicina ad un futuro incerto. Se avessi la certezza che dopo 2500 passi avrei la possibilità di risolvere i problemi di questo paese, li sceglierei con cura: andrei davanti al Parlamento, per gridare la rabbia mia e di altri milioni di persone, per urlare che così non va, che non concepisco come possiamo noi tutti accettare di avere le mani sporche di un sangue che non abbiamo versato e di cui non siamo colpevoli. Andrei di fronte ad un cantiere, per parlare con i gli operai e convincerli che i loro diritti non devono essere schiacciati da gru che cedono. Camminerei fino davanti ad una filiale Equitalia per mostrare loro le foto di chi si è ammazzato a causa di cartelle insostenibili e minacce di pignoramento. Andrei da Napolitano, per dirgli che con i moniti non si è cambiato mai nulla, e che forse smettere di parlare e cominciare a fare potrebbe essere l’inizio di qualcosa. Andrei da Grillo, per ringraziarlo ma anche per avvisarlo che qui chi strilla e insulta sarà sempre visto male, che suoi comizi sono fin troppo paragonabili (per chi ama attaccarlo) a vecchi filmati in bianco e nero che gli Italiani conoscono bene. Andrei da Monti, per spiegargli che io che un lavoro non ce l’ho da quasi un anno mi diverto tantissimo e la monotonia non so proprio cosa sia. Passerei dai miei amici, per provare a convincerli che qui oltre a Trastevere il Venerdì sera non c’è altro e che forse andare via tutti insieme non può che farci bene. Infine andrei da mia madre e mio padre per chiedere loro scusa se arrivato a quasi trent’anni sono ancora qui a farmi dare qualche soldo, per abbracciarli come non faccio mai e sperare che almeno un po’ siano orgogliosi di me.

Poi però mi guardo intorno e mi rendo conto che sono fermo, ancora, di nuovo. Attorno a me altra gente ferma, con la testa bassa a puntare il dito contro calciatori truffaldini mentre gli assassini che in più di 30 anni hanno ammazzato centinaia di persone ci passano dietro. Mi rendo conto che se i 2500 passi sono solo i miei, così come le 2500 battute, non basteranno mai nemmeno per avvicinarmi ad una soluzione.

Abbiamo bisogno di qualcuno che, poggiato il nostro ultimo passo, continui a camminare per noi. Abbiamo solo bisogno di noi stessi tutti insieme. Abbiamo bisogno di alzare la testa, di guardarci negli occhi e tenerci per mano. Perché se li facciamo da soli 2500 passi non ci porteranno da nessuna parte.

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