L’Eccezione

“Nobody dies all alone.. You needed all of them, and they needed you..”
“For what?”
“To remember.. and.. let go..”

Questo post è un’eccezione: le crisi interne di una persona non dovrebbero ostacolare quello che fa quando si relaziona con il resto del mondo. Che sia tramite un lavoro, una chiacchierata, un blog. ‘sto giro è successo, prometto che non succederà più. Anche se rimarrete solo voi e me, ve lo devo. E l’eccezione è che scrivo oggi invece del Lunedì. Poi si riprenderà come sempre.

Ma anche il messaggio di questo post, è un’eccezione: vado vagamente sul personale. Scusatemi, ma sarà, giuro.. un’eccezione.

Già perché l’altra sera, parlando con un mio amico, a conclusione di un paio d’ore piacevolissime passate tra cocktail complicati e discorsi su quanto l’innamoramento non sia altro che una questione di ormoni, sono arrivato ad una conclusione: NOI siamo un’eccezione.

Noi quasi o appena trentenni (ma ci metto pure la fascia dai ventenni ai trentacinque) siamo quel blocco di persone nate senza uno scopo. Senza un’utilità. Badate bene però, non dico sia colpa nostra, e nemmeno che non si possa fare nulla.
La situazione in cui ci troviamo ora, con mestieri uccisi, mastri che si uccidono, bomb(ol)e che esplodono ancora senza che nessuno ricordi nulla, case che vengono giù come quella sulla spiaggia nel finale di “Se Mi Lasci Ti Cancello”, Nani in odore di gran ritorno, soldi che spariscono sempre di più per ricomparire nelle tasche sbagliate, affluenze al voto che l’Egitto in confronto sembra sempre essere stato un paese democratico, banche sempre più vive ed i nostri incubi sempre più vividi, questa situazione spezza le gambe. Toglie la voglia. Uccide i sogni.

D’altra parte, chi più e chi per niente, c’è una nostra “alba italiana”: rispetto già anche a cinque anni fa l’impegno, la voglia e la determinazione di molti giovani è ammirevole. Dai ragazzi No Tav assediati da mesi a chi ancora crede in un partito e ne porta avanti le idee, da chi lotta ogni giorno contro le discariche proponendo metodi alternativi di smaltimento a chi ha il coraggio di provare a mettere su famiglia, da chi paga ancora il biglietto dell’autobus (qui a Roma, tra l’altro, da oggi aumenta il prezzo) a chi usa quotidianamente la bicicletta.
Anche solo vedere molta più gente interessata a quello che ci succede intorno rispetto a pochissimo tempo fa da una spinta a chi ancora è fermo.

Il problema, il NOSTRO problema, è che non andremo mai oltre a questo. Qui da noi, anche se scoppiano le bomb(ol)e, anche se continuano a crollare le case, anche se continuiamo ad essere sempre più poveri, qui da noi ancora ci dobbiamo fermare dopo vent’anni che un uomo VERO è saltato per aria e chiederci perché, chi è stato, ma avendo tutte le risposte davanti.

Il NOSTRO problema è che abbiamo tutto di fronte a noi, è tutto chiaro. Ogni domanda ha una risposta, sempre. Ma qui da noi le risposte vengono nascoste con la scusa del segreto di Stato, vengono chiuse in scatole polverose ed abbandonate. Quando non vengono distrutte.
Ma noi le risposte le sappiamo, solo che non c’eravamo e quelli che c’erano prima o poi saranno destinati a scomparire. Andranno via con la certezza di sapere le risposte, ma con il dubbio di averle mai avute davvero. E a noi non sarà mai concesso di dissipare quei dubbi al loro posto.

Il MIO problema è che anche io so le risposte. So anche molte risposte che riguardano me e solo me. So dove dovrei essere, so cosa vorrei fare in questo momento, so chi vorrei avere accanto, so cosa farei delle mia vita da qui a un bel po’ di tempo.
Ma non mi è concesso farlo. Per quanto io mi (s)batta per ricominciare, il mondo ti chiude le porte in faccia.

E quando penso che vorrei mandarti un messaggio, comprare una bottiglia di vino e portarti al Gianicolo conoscerci davvero un po’ di più, mi fermo e mi dico che non ho un lavoro che mi dia i soldi per farlo. Perché in questo momento la forza di volontà è ai minimi storici, e dove mi giro non vedo nulla che possa aiutarmi. Nulla. Dopo che per mesi hai girato come un matto, hai tentato più di una strada, sei stato deluso da promesse dette a mezza bocca, dopo che per mesi ti sei sentito quasi al sicuro per poi ritrovarti di nuovo in mutande.. beh, un po’ le palle ti cascano.

Per questo siamo un’eccezione: perché quelli che hanno le palle così sode che non cascano mai, sono pochi. I molti sono quelli che riescono a farsi una vita loro, riuscendo ad ignorare il resto del mondo, e le palle le lasciano nel comodino. In mezzo ci sono quelli come me, che le palle se le tengono strette fino all’ultimo, ma che cadono quando siamo costretti ad alzare le mani di fronte all’evidenza: non cambieremo nulla.
Non riusciamo a mettere una virgola, alle cose, figuriamoci un punto

Ma so che ce la faremo. So che il mondo un giorno ci sorriderà.

Solo per quel giorno.

Ma sarà bellissimo.

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